Buonasera amici, quest’oggi vi propongo “Vecchio”. Dedicata ad un Nonno che non c’è più..

VECCHIO
Vorrei incontrarti questa sera,
ma sono diverso,
vorrei parlarti di tutto il tempo 
che ho aspettato questo momento.
Vecchio che dormi su una stella,
raccontami la tua vita,
raccontami del sale su ogni ferita.
In quella foto dentro al comodino,
ho visto l’incertezza del tuo nome con il mio,
un ricordo ingiallito del tuo viso.
Vecchio ho ben chiara la tua croce,
il suono del tuo dolore mi sussurra parole.
Sarò grande per cercare una risposta,
ma la rabbia che oggi ho dentro 
mi da forza,
dimmi un po’ dove sei adesso
io aspetto,
in questo bar deserto. 

 

Rieccoci con un nuovo Testo INEDITO.. Leggete e commentate, fatemi sapere le vostre opinioni e sensazioni… Buona lettura

Ti trovo qui seduta,
a cantare le tue canzoni:
a volte sbagli le parole,
ma come sempre sorridi,
e non ti fermi mai.
Ti trovo qui stasera,
a guardare quelle luci:
contarle una ad una,
senza un perché,
e mentre osservo il tuo profilo
resto senza parole,
chiedendomi se non sia il tuo,
il vero volto dell’amore.
Ti trovo qui sdraiata,
senza cercarti mai:
sei sempre stata brava
ad esserci per me,
e mentre sfioro la tua pelle
resto senza più parole 
perché infondo,
sei tu l’amore.

Write&Roll quest’oggi vi propone…

Non è un caso

Sono un equilibrista 
che corre sul filo,
penso ad un mondo senza te,
e mi ritrovo in bilico.
Non basteranno le parole
per raccontarti queste storie,
i miei sbagli pesano sulla gente,
che mi guarda con rancore.
Io non so,
se sia stato giusto 
aver rubato il sole,
ma forse non è un caso,
se da quando l’ho fatto,
ho incontrato te, 
amore.
E dimmi se ti capita,
di stringere tra i denti i silenzi,
io mi fermo e m’incanto,
quando sorridono ai miei sguardi.

Io non so,
se sia stato giusto
aver rubato un sogno,
ma forse non è un caso,
se adesso ho te, 
nel mio destino.

Quest’oggi vi propongo un testo dedicato non ad un uomo o donna, ma ad un semplice animale salvato dalla strada. Uno di quegli animali che aveva il destino ormai segnato

Era una guerra persa

Cerchi di capire
cosa significhi odiare,
ma per te è naturale
continuare ad amare.

Osservi il mondo
con gli occhi dell’innocenza,
ne annusi l’essenza,
ne gusti la cattiveria.

Senza un nome
sei venuta al mondo,
con l’incertezza del futuro;
ti sei fatta strada,
in cerca d’aiuto.

Hai abbandonando la timidezza,
combattendo per te stessa,
tra i pregiudizi della gente
che ti diceva:
“È una guerra persa”.

Adesso non hai paura,
di gridare alla luna.
Sei l’essenza di chi ha vinto,
la sfortuna.

Apriamo il Blog con un testo da strada molto personale…

Faccio fatica

Sono passati gli anni,
da quell’ultimo salto,
per raggiungere il sole
bisogna volare in alto.

Faccio fatica a ricordare
il tuo viso di fronte al mio,
osservo una fotografia,
per mantenerlo vivo.

Sono passati gli anni,
da quell’ultimo passo,
raggiungendo un mondo
per me troppo lontano.

Faccio fatica a respirare,
dovrei smettere di fumare,
ma in questo fumo così denso,
riesco ad immaginare,
il volto che avevo perso.

Sono passati gli anni
da quell’ultimo viaggio,
un biglietto di sola andata
ti ha portato lontano,
dall’altra parte della strada.

Faccio fatica a credere
che sia stato giusto così,
e in questi giorni senza fede
allevio le pene, 
continuando a bere.